Fa discutere la proposta del ministro Di Maio

Chiusure domenicali, sen. Damiani: «Idea antiquata, la concorrenza è il commercio online»

"Chi, quindi, potrebbe avvantaggiarsi della geniale idea di tenere i negozi chiusi la domenica...?"

Politica
Canosa mercoledì 12 settembre 2018
di La Redazione
Il centro commerciale
Il centro commerciale © n.c.

E' uno dei temi caldi di questi ultimi giorni la proposta del ministro del Lavoro Luigi Di Maio di tornare a rispettare la chiusura festiva delle attività commerciali. Una questione che divide esercenti, opinione pubblica e politica, sulla quale Forza Italia ha espresso il proprio parere contrario.

"Un ministro del Lavoro che sembra avere idee piuttosto antiquate sulla realtà attuale del commercio e dei consumi, se la migliore proposta che riesce ad elaborare è la chiusura domenicale delle attività imposta per legge". Il senatore di Forza Italia Dario Damiani commenta così la proposta del ministro del Lavoro Luigi Di Maio di reintrodurre l'obbligo di chiusura festiva. "Pur essendo giovane anagraficamente e quasi nativo digitale, al ministro Di Maio forse sfugge che sul mercato da anni ormai esiste una realtà come il commercio elettronico che vanta numeri di tutto rispetto: oltre il 50% degli italiani, stando ai dati ISTAT relativi al 2016, acquista beni e servizi online e l'11% delle imprese vende i propri prodotti sul web.

Realtà quindi che a pieno titolo fanno concorrenza al commercio tradizionale in negozio, 24 ore al giorno per 7 giorni a settimana. Chi, quindi, potrebbe avvantaggiarsi della geniale idea di tenere i negozi chiusi la domenica...? La risposta è abbastanza semplice. Come al solito i teoremi economici del M5S, basati su ipotesi traballanti, si prestano ad essere smentiti con grande facilità. Individuare sempre un nemico da abbattere, come se da ciò potesse derivare la soluzione del problema, è una pratica che non conduce mai a risultati soddisfacenti. Serve invece un serio programma di riforma della flessibilità del lavoro, che consenta di conciliare i ritmi attuali della realtà commerciale con il sacrosanto diritto dei lavoratori al riposo e alla cura degli affetti e della vita personale, senza pregiudizi nostalgici", conclude Damiani.

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