Vicinanza, fedeltà ed energia: i concetti-chiave del nuovo progetto politico.

“Questo diventerà il comune delle opportunità e delle possibilità”.

Conseguita la vittoria alle amministrative, il sindaco Vito Malcangio tiene il suo comizio conclusivo per ringraziare la comunità tutta e informarla sui piani più imminenti.

Politica
Canosa venerdì 17 giugno 2022
di Maria Rosaria Di Chio
Vito Malcangio e Francesco Ventola
Vito Malcangio e Francesco Ventola © nc

Parole imponenti e promesse cariche di concretezza risuonano in Piazza Vittorio Veneto, la sera del 16 giugno, durante il comizio di ringraziamento del neo sindaco, Vito Malcangio. Il primo cittadino è forse ancora un po' incredulo della fiducia che la maggiornaza dei cittadini ha deciso di riporre in lui, e ringraziando gli amici e i sostenitori che hanno creduto nella sua missione, annuncia, con tono solenne, per mercoledì 22 giugno, la proclamazione ufficiale: "Allora potrò giurare fedeltà ai miei cittadini".  

L'emozione nelle sue parole arriva diretta a tutti i presenti in piazza e anche quell'imbarazzo di chi, ancora inesperto a parlare di fronte alle grandi platee per le grandi occasioni, si lascia un po' sopraffare dall'emotività, e allora chiama sul palco a dargli man forte il suo primo sostenitore, il consigliere regionale, Francesco Ventola.

Non si può smentire la genetica di fronte all'evidenza, la caratteristica peculiare che accomuna i leader politici è il possesso di personalità carismatica, quella personalità innata che pur con le sue imperfezioni e insicurezze non ha bisogno del lavoro di uno spin doctor che crei il miglior ponte tra politico ed elettorato per orientarne il pensiero o, in questo caso, il voto. Il guaio è che siamo abituati a concepire la politica come un’arena senza regola, dove il forte sbrana il debole, dove non c’è verità ma falsità, dove il potere ad ogni costo passa sopra tutto e tutti. Prevarica l'amicizia, il rispetto, a volte anche i legami di parentela e vedere una persona che si muove in modo naturale e spontaneo senza doversi schermare, come farebbe nel proprio "ecosistema",  tra i propri amici, tra i propri affetti, sostenendo i propri principi, le proprie idee, i propri valori, in modo semplice, non ci sembra possibile in un clima oramai intossicato da opportunismi e scorretezze. 

“Sei stato eletto al primo turno. Era successo solo un’altra volta nella storia di Canosa, con tuo padre", esordisce Francesco Ventola, fiero e orgoglioso per il risultato ottenuto dal centro destra dopo 10 anni di assenza dalla guida dell'amministrazione di Canosa. Interviene sul palco a sostegno del nuovo eletto e del suo programma, con fermezza e passione coinvolgendo come sempre l'intera platea, quando si lascia trasportare dalla visione futura della sua città. Ancora ribadisce che di primaria importanza, per il neo leader della comunità canosina, sarà presenziare alla vita quotidiana dei suoi cittadini, non celandosi dietro le porte del suo ufficio, che “resteranno sempre spalancate”.

Si parla anche della formazione della Giunta "ma sono fiducioso, perché sceglieremo i migliori", precisa Malcangio puntualizzando che non si tratta di una riesumazione dei governi aristocratici dell’antica Grecia. "In questo contesto, migliore non è sinonimo di privilegiato, i migliori sono coloro che potranno offrire più energia”.

Prosegue il discorso Francesco (come lo chiamano tutti) che conferma l’accezione democratica del termine, offrendo ulteriori delucidazioni: “devi porgere la mano quando sei più forte, il partito più grande deve mettersi a disposizione degli altri, perché c’è un interesse più grande: quello della Città”. Interesse senz’altro versatile, considerando le disparate promesse a cui s’intende adempiere con il nuovo progetto politico. Dal problema dell’assistenza domiciliare agli anziani “che è stato già risolto e presto il sindaco potrà anche garantire”, a quello dell’ospedale, per impedire che diminuendo i medici venga chiuso il punto di primo intervento. Conclude poi: “bisogna puntare l’attenzione sui finanziamenti che servono a questa città” e al contempo “fare in modo che i giovani non siano costretti ad investire fuori Canosa, ma sia una loro scelta”. Ed è così che “questo diventerà il comune delle opportunità e delle possibilità".                                                                                                                                                                                   

                                                                                                                 

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