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Intervista al candidato sindaco, dottor Michele Schirone

Rigenerazione, Sostenibilità e Sviluppo, ne parliamo con il candidato sindaco Michele Schirone

Intenzioni e azioni sui temi piu dibattuti in questa campagna elettorale

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Canosa martedì 17 maggio 2022
di Sabina Lenoci
dottor Michele Schirone
dottor Michele Schirone © Archivio

Proseguiamo con le interviste ai 4 candidati sindaco per la citttà di Canosa, su 3 temi usati solitamente nel dibattito politico attuale che sono sintetizzabili nelle parole di “Rigenerazione”, “Sostenibilità” e “Sviluppo”.

Nell'intervista verrà chiesto al candidato di esplicitare le sue intenzioni, e possibilmente le azioni che intende mettere in campo in merito ai 3 argomenti trattati al fine di contribuire a chiarire le propria posizione alle amministrative del 12 giugno 2022 sul ‘progetto di città’, che è tra gli incarichi più importanti che un Sindaco affronta durante il suo mandato.

Il taglio dato alla conversazione è improntato sulla precisione e la trasparenza in modo da informare i cittadini su obiettivi concreti da raggiungere per il bene comune della città, in un clima di confronto disteso e che dare informazioni puntuali  a tutti coloro che vorranno seguirci.

Ci auguriamo con questa iniziativa di contribuire ad avviare un dibattito costruttivo tra tutte le forze politiche che si misusreranno alle prossime amministartive su Canosa e il suo prossimo futuro

La seconda intervista dell'architetto Sabina Lenoci è al candidato sindaco, dottor Michele Schirone, ottico optometrista e imprenditore nello stesso settore con un'impresa familiare, seguendo un ordine dettato dalla sola disponibilità ad incontrarci dei candidati.    (Il Direttore Responsabile)

Col dott. Schirone proviamo a parlare di questa città attraverso tre parole chiave, che ormai fanno parte del linguaggio comune e che corrispondono a precise azioni sulla città, la prima è: "Rigenerazione". Come intende rigenerare questa città considerando che per rigenerazione si intende qualcosa di più complesso della sola riqualificazione di spazi ed edifici di una città. Il termine rigenerazione viene introdotto, nel nostro paese, dai bandi di finanziamento europei per i progetti urbanistici, intendendo un insieme di azioni materiali ed immateriali tese a migliorare complessivamente la vita nella città. Quindi in che modo pensa di rigenerare la città o parte di essa, se dovesse vincere le elezioni?

La nostra città ha una storia importante. E’ stata città di ‘principi imperatori e vescovi’. E’ città di cultura, per cui bisogna cercare di farla tornare a nuovi fasti: la prima cosa da fare a mio giudizio è quello di provare a trattenere le nostre menti migliori ma anche le nostre braccia migliori perché l'emigrazione, negli ultimi tempi, ha fatto sì che la città si spopolasse e allora guardiamo in primis alla capacità della città di rigenerare nel campo del lavoro. Per fare questo c'è necessità che si creino le basi perché i nostri giovani restino in città, attraverso una serie di iniziative, ad esempio concretizzando la realizzazione di un'area industriale e di un'area artigianale e anche di aree di sviluppo per indurre la crescita della città stessa. Porre le basi in questo senso diventa indispensabile affinchè l'emorragia dei nostri giovani che lasciano la città alla ricerca di un lavoro possa essere arginato. Atteso il fatto che spesso l'università è un momento di dislocazione dei nostri figli e dei nostri nipoti, ma che ci sia la capacità della città di far rientrare gli elementi migliori ma anche le braccia migliori.  Questo può essere un primo passo che sostanzialmente leghi la rigenerazione ‘fisica’ della città appunto alla necessità, alla possibilità e individuazione di quelle azioni che possono dare ai giovani la possibilità di lavorare restando nel proprio territorio.

Quindi immagina che la città debba fisicamente offrire ai giovani anche un nuovo modo di viverla? Mi riferisco a spazi e luoghi adeguati alle loro esigenze.

Assolutamente sì, perché qui in città non hanno molte possibilità ricreative per cui spesso sono attratti da città limitrofe offrono anche svago e divertimento. Canosa offre poco ai nostri giovani per cui bisogna ripensare anche ai punti di aggregazione, alla capacità di una città di far si che la gente non sia costretta ad uscire dalla propria città  per fare sport o una passeggiata. I centri storici di Barletta di Andria di Trani per esempio attraggono sempre più i nostri ragazzi.  Nei comuni limitrofi  assistiamo ad una vita vissuta intensamente da parte della popolazione.

Passiamo alla  seconda parola. "Sostenibilità". Per sostenibilità nel campo dei progetti sulla città si intende sia la sostenibilità ecologica degli interventi che devono essere improntati alla transizione green delle nostre città,che economica. In particolare per sostenibilità economica si intende che è evidente che dobbiamo pensare a progetti che siano sostenibili economicamente in ogni loro fase, anche quella della loro gestione a breve e lungo tempo. Come pensa di impostare la sua azione amministrativa riguardo a questo tema?

Oggi si parla molto di sostenibilità a tutti i livelli e a Canosa questo aspetto merita un interesse maggiore poiché, allo stato attuale, per effetto della realizzazione di una consistente nuova città nella zona alta, distante dal centro storico, ha fatto sì che tutto ruotasse attorno ad un progetto, ahimè, a mio giudizio, un pò scellerato. Infatti la nuova parte di città ha portato ad abbandonare parti della città storica, che in breve tempo è stata come ‘ghettizzata’ e questo non ha precedenti in altre città limitrofe. In generale quindi la parte storica di Canosa è una città ‘morta’. Per non parlare della zona del Castello che è stata completamente abbandonata. Nel passato sono state fatte delle scelte che vanno ripensate.  Per esempio la totale pedonalizzazione del corso, luogo storico della città che connette la città moderna a quella antica, luogo di commercio e attività, attualmente non vive più perché anche le attività economiche lì sono poco fiorenti.

Anche a causa di questo, la  zona castello è diventata un ghetto, abitato da popolazioni straniere e da molti extracomunitari. Credo che noi abbiamo il dovere di integrare questa nuova popolazione che ospitiamo, non di isolarla. Otretutto il Castello racconta i fasti di una stroria che si dovrebbe far rivivere come avviene in tante altre località, una a caso è Ostuni. In questo momento noi dobbiamo prendere esempio da queste città perché la nostra storia deve rivivere in maniera ‘sostenibile’. Dobbiamo pensare a delle piste ciclabili, ad una nuova forma di mobilità come quella elettrica e pertanto creare infrastrutture perché questo possa succedere. Analizzando la situazione nella zona alta di Canosa, dalla quale ci si muove solo con mezzo privato e quasi mai a piedi, mi viene da soffermarmi sulla fonte di inquinamento che questa situazione alimenta. In determinate ore il traffico in città impazzisce letteralmente nonostante Canosa sia piccola e raggiungibile a piedi in tutte le sue parti in pochi minuti. 

A mio giudizio va ripensata la mobilità ed anche la riqualificazione del centro storico soprattutto la zona del Castello con progetti ad hoc e magari attraverso dei concorsi d’idee.

La terza parola è "Sviluppo".  Considerando che Canosa è una città piccola, interna, però abbastanza ben connessa al resto del mondo grazie al ricco patrimonio archeologico e monumentale e ad una storia che forse può essere ancora approfondita in alcune sue parti, cosa intende proporre per produrre sviluppo nella città se dovesse diventare Sindaco?

Lo sviluppo credo che debba essere pensato in modo sostenibile in funzione di quelli che sono i bisogni nuovi della città senza trascurare la storia della stessa. Abbiamo la possibilità di sviluppare la nostra città sotto l'aspetto agro-alimentare, sotto l'aspetto industriale e sotto l'aspetto turistico ma anche sotto l'aspetto delle nuove tecnologie per cercare di avere una città che sia ‘connessa’, perché lo sviluppo passa attraverso tutte queste cose. Punterei, quindi al miglior funzionamento della macchina amministrativa del comune attraverso le tecnologie digitali che ci permettono di aumentare l’efficacia dell’azione amministrativa. Questo diventa importante perché alla fine Canosa possa  diventare una città con una grande storia che però  guarda  al futuro. Ma non si tratta  solo di  sviluppare le nuove tecnologie ma anche tutto ciò che concorre al benessere anche quello di natura sociale e associativo. Noi  abbiamo tante associazioni sul territorio che in qualche modo sostengono la città in vari ambiti e l'amministrazione dovrebbe preoccuparsi di coordinare il lavoro di questo volontariato per poter creare delle condizioni di miglioramento. A tal proposito  voglio citare un'esperienza che ho avuto nel passato da presidente della Pro Loco. L'attività della fiera del bestiame la trasformai in una fiera delle attività economiche, le più diverse. Questa fiera vide la presenza di oltre 40.000 presenze paganti e all’epoca portatò molto lustro alla città. Questa può essere indicata come una forma di sviluppo che proviene dal lavorare insieme con la città per la città, creando sviluppo nei vari settori. Intendendo qui lo sviluppo non soltanto essere soltanto di tipo economico ma anche culturale, turistico. Non dimenticando che abbiamo delle risorse archeologiche tali che devono vedere la gestione tra il pubblico e privato.

Quindi se ho ben capito lo sviluppo a cui ha accennato per questa città parte da alcune realtà già evolute, come quelle agroalimentari, o legato alla ricchezza del patrimonio della città. In particolare l’attenzione al patrimonio storico archeologico ha dato forma ad un associazionismo piuttosto interessante. Vuole precisare meglio questo aspetto della sua idea di sviluppo?

Penso ad uno sviluppo ‘integrato’ che trovi nell'amministrazione pubblica il soggetto che debba guidarlo e supportarlo. Ritengo che su questo punto l'Amministrazione debba svolgere un'attività di coordinamento del lavoro di persone che dedicano gran parte del loro tempo libero alla vita sociale e culturale della propria città. Ci dovrebbe essere un responsabile o un assessorato proprio specifico e dedicato in grado di coordinare il lavoro spesso pregevole dell’associazionismo. Considerando che anche partendo da questo si possa far crescere la città. Ricordo che in passato ho messo insieme un gruppo di giovani professionisti, tra architetti e laureati in lettere con indirizzo archeologico che sono poi diventati delle guide turistiche per la città. Questo è un esempio del fatto che la città può essere favorita da gruppi di lavoro anche organizzati in cooperative che svolgano servizi importanti per l’Amministrazione pubblica, affidati come esterni. Considerando che dobbiamo cercare di trattenere i nostri giovani e non farli emigrare. Si dovrebbe porre un'attenzione maggiore soprattutto verso coloro che andando fuori si sono in qualche modo distinti nell'ambito universitario o nell'ambito lavorativo creando le condizioni perché possano tornare e lavorare in città. Questo a mio giudizio è il motivo per cui diventa importante che un'Amministrazione possa assumere il ruolo di coadiuvatore e collaborare con la cittadinanza per il benessere il più diffuso possibile.

 

 

 

 

 

 

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