Intervista al candidato sindaco, ingegnere, Giuseppe Tommaselli

Rigenerazione, Sostenibilità e Sviluppo, ne parliamo con il candidato sindaco Giuseppe Tommaselli

Intenzioni e azioni sui temi piu dibattuti in questa campagna elettorale

Politica
Canosa venerdì 13 maggio 2022
di Sabina Lenoci
Ingegnere Giuseppe Tommaselli
Ingegnere Giuseppe Tommaselli © archivio

Abbiamo chiesto all’architetto Sabina Lenoci, docente di urbanistica, in qualità di esperto dei temi trattati nell’intervista, di conversare con i candidati sindaco per Canosa, su 3 temi usati solitamente nel dibattito politico attuale che sono sintetizzabili nelle parole di “Rigenerazione”, “Sostenibilità” e “Sviluppo”.

L'intervista verrà fatta ai 4 candidati ai quali verrà chiesto di esplicitare le loro intenzioni, e possibilmente le azioni che intendono mettere in campo in merito ai 3 argomenti trattati.

Le interviste hanno lo scopo di contribuire a chiarire le loro posizioni alle amministrative del 12-13 giugno 2022 sul ‘progetto di città’, che poi è forse la parte più importante nelle mansioni che un Sindaco affronta durante il suo mandato.

Il taglio che vogliamo dare alla conversazione è improntato sulla precisione e la trasparenza così da informare i cittadini, in modo chiaro, su alcuni degli obiettivi che si vogliono raggiungere per il bene comune della città, in un clima di confronto e di arricchimento per tutti coloro che vorranno seguirci.

Ci auguriamo con questa iniziativa di contribuire ad avviare un dibattito su Canosa e il suo futuro in un’atmosfera costruttiva e collaborativa da parte di tutte le forze politiche scese in campo, dove intervistato e intervistatore possano sentirsi a loro agio nel raccontare e nel raccontarsi.

Iniziamo con l’intervista al candidato sindaco, ingegnere Giuseppe Tomaselli, appoggiato da 4 liste civiche ( Movimento Schittulli, Io canosa, Lista civica del Sindaco, Lista civica Borgo Antico) seguendo un ordine puramente casuale, dato dalla disponibilità ad incontrarci degli stessi candidati.          (Il Direttore Responsabile)

Data la premessa che lascia presagire un’atmosfera distesa, sarebbe un peccato partire con un’intervista pressante e d’assalto pertanto non posso che far scegliere a lei la parola dalla quale partire tra “Rigenerazione”, “Sostenibilità” e “Sviluppo”.

“La mia idea è sicuramente quella di portare una ventata di novità e di competenza nella città in cui sono nato. La mia prospettiva sono i prossimi 5 anni di lavoro entro i quali vorrei traghettare una nuova generazione di amministratori a governare questa città. Sono laureato in ingegneria nucleare e da trent'anni mi occupo di riorganizzazione e gestione aziendale pertanto la prima parola dalla quale mi sento di partire è “Rigenerazione”.

Ottimo inizio. Cosa intende fare per  rigenerare la città di Canosa, quali azioni intende mettere in campo per la città o per quelle sue parti che le sembrano più necessitanti di una rigenerazione?

Io credo che la rigenerazione della città passi prima di tutto da una rigenerazione sociale. Prima dobbiamo partire da rigenerare il tessuto sociale e dopo possiamo integrarlo con la rigenerazione urbana, la rigenerazione culturale. Rigenerazione in  genere è un termine che nell'accezione comune lo associamo a qualcosa di pratico, secondo me invece deve essere inteso come un qualcosa innanzitutto di immateriale.  Dobbiamo partire dall'immateriale per ricostruire un tessuto sociale che secondo me a Canosa non è che manchi del tutto ma è quantomeno ‘sfilacciato’. Dunque, dobbiamo riannodare i nodi della comunità canosina e dopo da qui partire per una rigenerazione anche urbana ed ecologica! Inoltre e soprattutto la rigenerazione delle città e di Canosa in particolare deve intendersi come trasformazione green”.

Quindi, innanzitutto partirebbe dalla rigenerazione ‘sociale’ e culturale,   dalla comunità, dalle persone.  Vuole precisare un po' meglio questo concetto? Intanto in che senso la comunità ti sembra sfilacciata e quali pensa possano essere le azioni da compiere per ‘rammendarla’?  

“Mi riferisco al fatto che ormai sono anni che questa comunità combatte una guerra intestina sia a livello politico che a livello culturale. E questo ‘conflitto’ interno dobbiamo smontarlo.  Chi andrà a governare dovrà farlo per tutti e soprattutto dovrà governare con tutti! Le principali mancanze credo stiano proprio nella mancanza di dialogo con tutti i cittadini, le associazioni ed in generale le forze che compongono questa città”.

Possiamo passare alla seconda domanda che verte sul concetto di sostenibilità, una parola piuttosto usata nel linguaggio comune che ha a che fare con l'idea che il progetto della città debba  soddisfare una serie di requisiti che mirino alla transizione ecologica e alla sostenibilità sociale ed economica. Quale attenzione ritiene di rivolgere a questo argomento?

Come lei ha anticipato per mia forma mentis e formazione culturale, la sostenibilità di un progetto deve essere soprattutto economica. Tutti i progetti devono avere una sostenibilità economica perché altrimenti non riescono a svilupparsi. A tal proposito, faccio l'esempio del progetto che più d’ogni altro è sulla bocca di tutti in questo momento a Canosa: il nuovo museo archeologico della città. E’ un'idea fantastica che corona un sogno dei canosini che hanno persino organizzato un referendum qualche anno fa per decidere di realizzarlo nelle ‘scuole vecchie’, cioè nell’edifico della scuola Mazzini. Un progetto che potrebbe mettere in moto sicuramente un’economia turistica, legata in generale alla cultura e persino alla formazione di nuove figure professionali, però si dovrebbe progettare la sostenibilità di questo intervento oltre che culturale, economica. Un museo come esclusivo contenitore di reperti, secondo me non funzionerebbe. Il museo deve essere un luogo dove la gente può andare, banalizzando, a prendere il caffè, a fare l'aperitivo, a sedersi per parlare, studiare, guardare il panorama che si scorge verso il Castello, altrimenti rimane un contenitore vuoto, poco competitivo con i numerosi altri musei del circondario. Inoltre il progetto del Museo  dovrà essere pensato entro un progetto più vasto che comprenda la realizzazione di un hub per l’arrivo dei pullman, percorsi culturali che comprendano le aree archeologiche di scavo, i monumenti della romanità, etc.

Bisognerà pensare alla  programmazione dei posti dove poter dormire, dove poter mangiare, considerando che ci sono varie fasce di utenti. Dobbiamo considerare che il mittente medio non è un utente che è abituato a soggiornare nella nostra città e forse dobbiamo cercare, facendo rete con le città vicine, di fare in modo che chi viene a Canosa possa aver voglia di rimanerci qualche giorno perché potrebbe davvero vedere tanto! In questo momento il nostro turismo culturale è un turismo del tipo ‘mordi e fuggi’ che alla città non lascia niente. La sostenibilità ecologica, invece parte soprattutto dal ripensamento della viabilità urbana. In particolare bisognerebbe fare un piano della mobilità che presti attenzione soprattutto alle categorie deboli. Io continuo a dire che non c'è abbastanza attenzione per le categorie deboli a Canosa, anche se so che ci sono progetti finanziati a tale scopo ma che tutt’ora non sono ancora stati realizzati e che dobbiamo assolutamente portare velocemente a compimento, magari però prima vanno illustrati ai cittadini che possano esprimere un loro parere ed apportare i loro suggerimenti. Perché non dimentichiamoci che la città è di tutti. Dobbiamo promuovere progetti di percorsi ciclabili, nuove piantumazioni con piante autoctone, magari agli ingressi della città. Si tratta anche di pensare a piccoli interventi che conferiscano valore aggiunto alla sostenibilità della nostra città che risulta carente anche nelle piccole cose”.

Ora parliamo di Sviluppo, la terza parola che è un po' la summa di quanto detto finora e di cos’altro ancora?  

Abbiamo già parlato di sviluppo possibile per una città come Canosa…abbiamo parlato del turismo e della necessità di organizzarlo in maniera integrata anche in sinergia con altre opportunità che la città offre. Lo sviluppo di Canosa passa anche e forse soprattutto dalla razionalizzazione delle numerose aree industriali che sono state previste. Tra queste la zona così detta D5, un'area industriale, troppo vasta per partire, dove ci sono diversi interessi sia da parte di imprenditori che hanno acquistato dei terreni sia da parte degli agricoltori che vorrebbero tornare alla vocazione agricola,  bisognerebbe fare un censimento, contattarli uno per uno e verificare chi vuole rimanere in zona industriale e chi vuole tornare alla vocazione agricola. Quindi fare delle perequazioni che sono possibili perché il comune è proprietario di alcuni terreni e così ridurre l’area senza creare conflitti e contenziosi per il Comune! L’altra area, la D2, parzialmente completata riguarda solo il settore dell’agro-alimentare ed è quella che più si avvicina alle esigenze di sviluppo della città, però bisognerebbe farla rientrare nella zona ZES della BAT, che non è stata avviata dalla Regione. Il prossimo sindaco deve assolutamente combattere e costruire alleanze con i comuni della provincia interessati, perché quella zona rientri in una  ZES.  

I numerosi incentivi previsti per le aree ZES favorirebbero le attività di piccoli imprenditori che potrebbero utilizzare quella zona.  Un altro problema che frena lo sviluppo di Canosa attiene al miglioramento del funzionamento dell’Amministrazione Comunale che deve predisporre processi certi e trasparenti e ‘sburocratizzati’, per favorire chi intende aprire un’attività a Canosa, invece, attualmente per chi volesse insediarsi in zona D2 non c'è la certezza del costo del lotto. Se noi andiamo a chiedere qual è il costo del lotto ci viene dato un valore x, salvo conguaglio. Si può comprendere  che un imprenditore in tal modo non può stabilire un budget poiché non può sapere il costo finale e tanto meno può aspettare di saperlo fino al conguaglio della vendita di tutti i lotti”

Riguardo alle produzioni agricola e agroalimentare, che già contano delle realtà piuttosto importanti sul territorio canosino, come pensa possano ulteriormente svilupparsi o diventare volano per l’economia della città?

Per poter implementare lo sviluppo economico di questo territorio bisogna in qualche modo organizzare dei consorzi. Singolarmente nessuno riuscirà mai ad emergere se non come singola eccellenza. E l'Amministrazione comunale deve essere l'elemento trainante per poter organizzare dei consorzi con i quali poter installare delle aziende di trasformazione nelle aree come  la zona D2. Per il resto e come ho già detto dobbiamo pensare ad un modello di sviluppo turistico culturale attraverso l'archeologia che è forse già un brand della città, ma, a mio avviso, dobbiamo ripensare tutto il sistema. A questo proposito mi sono fatto un’idea.  Secondo me possiamo organizzare tre grandi parchi tematici uno a San Leucio uno al Battistero di San Giovanni e l'altro a Pietra Caduta. Ovviamente non si tratta di creare dal nulla, ma di re-interpretare entro un modello di turismo sostenibile i progetti esistenti o in itinere. L’idea dei parchi tematici deve ovviamente interagire con tutto ciò che sta attorno, nei territori limitrofi.  Attorno a Canosa ci sono tante realtà, alcune come Canne della Battaglia, Castel del Monte anche più conosciute del patrimonio della nostra città, a cui dobbiamo collegarci e non pensare di sovrapporci, ma di offrire una cosa diversa che però sia in sinergia con tutto il vasto patrimonio della BAT”.

 

 

Lascia il tuo commento
commenti