La nota

Rissa durante la festa patronale, Di Gioia (Ordine degli Psicologi): "Combattere il bullismo"

"Auguriamoci che altri trovino lo stesso coraggio e aiutino le forze dell’ordine a rendere giustizia a Giuseppe"

Cronaca
Canosa martedì 06 agosto 2019
di La Redazione
giostre
giostre © nc

“Il brutto episodio di Canosa di Puglia riporta di attualità fenomeni che purtroppo ci troviamo spesso ad analizzare: il bullismo, l’aggressività del branco, la violenza e la discriminazione nei confronti di persone divers-abili. Come spesso ci troviamo a ribadire, si tratta di fenomeni sempre più diffusi per i quali noi adulti dovremmo riflettere in merito alla mancanza di limiti, di interiorizzazione delle regole e di modelli idi riferimento che educhino al rispetto per il prossimo”. E’ quanto sottolinea il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Puglia, Antonio Di Gioia, in riferimento all’aggressione subita durante la festa patronale di Canosa da Giuseppe, un ragazzo di Cerignola affetto da una ridotta capacità uditiva. “Prendersela con il più debole, specie quando si è in branco, è soprattutto un atto di violenza, di mancanza di rispetto dell’alterità”, prosegue il presidente degli psicologi pugliesi.

“In questo caso se la sono presa con lui perché ha tentato di reagire, ha provato a difendere il fratello a cui volevano rubare il telefono. Ci troviamo dinanzi ad atti di prevaricazione, di violenza non solo rivolti alle vittime, ma anche a chi si trova, anche inconsapevolmente, a fare da spettatore. Giuseppe ha reagito, non ha accettato il torto subito dal fratello. E ne ha subito le conseguenze. Ha dimostrato coraggio, ha dimostrato amore, ha fatto quello che andava fatto. A lungo porterà dentro di sé, ancor più che fuori, le conseguenze dell’aggressione subita. Per questo va certamente aiutato. Facendogli però comprendere che il suo gesto, la sua reazione, valgono molto più di mille parole e per questo deve sentirsi orgoglioso. Ora, come giustamente sottolineato dal sindaco di Canosa, auguriamoci che altri trovino lo stesso coraggio e aiutino le forze dell’ordine a rendere giustizia a Giuseppe. Perché a trionfare deve essere l’amore e non la violenza”.


Lascia il tuo commento
commenti