Le dichiarazioni

Molitura olive anticipata, perché è contro natura raccogliere le olive ad agosto?

Il presidente dell'Oleificio Cooperativo “I Tre Campanili” di Andria Franco Guglielmi ritiene la molitura anticipata un oltraggio al naturale decorso della maturazione delle olive che vanno raccolte nei mesi più freddi

Attualità
Canosa giovedì 29 agosto 2019
di Sabino Liso
Franco Guglielmi - presidente coop. I Tre Campanili
Franco Guglielmi - presidente coop. I Tre Campanili © AndriaLive

Xylella: è di questi giorni la notizia della molitura in Salento del primo olio ottenuto da ulivi resistenti, immunizzati, ottenuti con l’innesto di piante malate con varietà resistenti di Leccino, le quali dopo tre anni sono tornate a produrre in terra di Lecce. Il clima, a detta dei produttori, avrebbe permesso una molitura anticipata.

La notizia è stata accolta favorevolmente da alcune associazioni di categoria, vedi Coldiretti. Tale novità nel comparto olivicolo ha però cominciato a raccogliere alcuni pareri contrari: Franco Guglielmi, presidente dell’antico Oleificio Cooperativo “I Tre Campanili” di Andria, boccia duramente la molitura anticipata ritenendola un oltraggio al naturale decorso della maturazione dell’olivo: «Se gli amici salentini colpiti dalla xylella vogliono lanciare un messaggio di speranza al settore olivicolo hanno tutte le ragioni per farlo ma non devono veicolare messaggi oltraggiosi: l’idea che si possa anticipare la molitura nel mese di agosto è una fandonia! Teniamo presente che in questo periodo è in corso la raccolta delle mandorle; è iniziata la vendemmia ed è contro natura pensare di raccogliere olive ad agosto proprio quando la pianta è in una fase necessaria di stallo. Con le prime piogge, quello che ci accingiamo a vivere è un periodo importantissimo per la formazione della polpa dell’olivo!».

Tassativo Franco Guglielmi nel denunciare la cattiva sperimentazione della molitura anticipata in Salento: «Non esiste cultivar al mondo che può essere raccolta con temperature che sfiorano i 40 gradi perché le olive vanno raccolte in periodi freddi».

L'ultima cultivar sperimentata in Salento, la “Favolosa”, si aggiunge alle oltre 500 cultivar italiane rispetto alle appena 5 cultivar della Spagna. Di certo non avevamo bisogno di ulteriori sperimentazioni per risollevare il comparto olivicolo. Di cosa realmente ha bisogno il comparto per risollevarsi dalla crisi?

«Intanto vanno fatti degli studi e approfondimenti seri cercando evitando di andare nella sola direzione della estirpazione e del reimpianto degli olivi. La materia va approfondita - continua Guglielmi -. Inoltre, tengo a precisare che il Salento non ha mai prodotto l'olio extravergine di prima qualità, ha sempre prodotto perlopiù olio lampante. Oggi ben venga se a causa della Xylella decide di puntare sulla qualità, ma lo si faccia tramite gli strumenti concessi attraverso il decreto governativo. Non sottovalutiamo un problema atavico di cui soffre il mondo dell’olivicoltura: noi non riusciamo a fare sistema. Siamo stati bravi a recuperare i fondi per rispondere all'emergenza della Xylella e della gelata, seguiamo attentamente le problematiche del PSR, ma non ci preoccupiamo di rifare un programma serio di valorizzazione e di promozione del nostro olio di qualità, quello per intenderci prodotto solo nella Terra di Bari, nell’area compresa tra Monopoli e sino ad arrivare ad una parte del foggiano. Una terra, la nostra, che rappresenta il top nella produzione di olio extravergine di qualità. Gli olivicoltori di questo territorio fanno salti mortali per proteggere e conservare egregiamente le nostre campagne che si distinguono dalle campagne del Salento dove non sono mai state attuate buone pratiche agricole.

Il nostro territorio annovera la cultivar Coratina – conclude Guglielmi, riconosciuta anche per le sue proprietà terapeutiche. Un prodotto salutare distintosi anche in campo farmaceutico. Dovremmo imparare ad abbandonare le politiche individualistiche e pensare di più a promuovere e valorizzare adeguatamente il nostro oro verde!»

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