Il ricordo

A Pietro Basile, esempio di onestà e umanità

Il ricordo del nostro redattore Sabino Del Latte

Attualità
Canosa domenica 04 novembre 2018
di Sabino Del Latte
Pietro Basile
Pietro Basile © n.c.

A volte risulta difficile ed articolato spiegare con esattezza cosa sia la vita, quali siano i suoi principi cardini e quali siano gli ideali da seguire e come naturale conseguenza ognuno di noi assume una propria visione e un proprio pensiero. La vita può essere definita come un’avventura, è ridere, amare, ascoltare ma anche cadere con allo stesso tempo l’imperativo di rialzarsi e continuare a lottare per ciò che si vuole, per ciò che si desidera. La vita è vivere il momento e renderlo il migliore possibile, è fidarci dei nostri sentimenti, trovare la felicità, affrontare i rischi senza sapere cosa succederà dopo.

Una sintesi di tutto ciò può essere rappresentata “dall’essere ciò che tu vuoi essere” perché se è vero che la vita percorre diverse direzioni, sta a noi decidere quale percorrere. Mi è capitato, tempo fa, di incappare in una bellissima frase del Dalai Lama che dice: “ Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e principalmente vivere.” Ho avuto l’onere e l’onore di conoscere Pietro Basile,una persona che ha incarnato perfettamente questa logica e che ha fatto dell’umiltà la via maestra del suo operare. Pietro attraverso il suo garbo, i suoi modi e i suoi valori è stato di esempio per molti concittadini e allo stesso tempo attraverso la sua bontà non ha fatto altro che seminare azioni positive in qualsiasi ambito sia stato di sua competenza.

Ho molti ricordi legati alla figura di Pietro a partire dal 2012 quando ha ricoperto le cariche di vice- sindaco ed assessore allo Sport nella giunta La Salvia. Mi ero appena affacciato da circa due anni al mondo sportivo canosino e in particolare a quello del calcio a 5. La società di cui ancora adesso faccio parte, la Futsal Canosa, necessitava di una ristrutturazione del palazzetto dello Sport per disputare il primo campionato nazionale di Serie B di calcio a 5 e Pietro nonostante le tante difficoltà incontrate, fu in prima linea per permettere ciò a testimonianza di quanto teneva alla sua città perché oltre ad essere stato parte integrante della politica locale, è stato anche un uomo con una grande passione verso lo sport. Lì ero ancora un po’ piccolo ma capii fin da subito i suoi bei valori.

Coltivo da tre anni a questa parte la passione per la scrittura e forse devo ringraziare questa passione se nell’ultimo periodo ho avuto modo di essere stato a contatto con Pietro, tanto da diventare quasi addetto stampa della sua amata squadra di cui era presidente, il Canosa Calcio 1948. In quelle poche riunioni alle quali ho avuto modo di partecipare, ho avuto la possibilità di confrontarmi con lui e di comprendere quale persona speciale esso sia stato veramente perché, in fondo, di Pietro mancherà la sua lealtà, la sua competenza, la sua gentilezza e l’amicizia sincera che concedeva a tutti. Per esigenze diverse, addetto stampa del Canosa non lo sono più diventato però ho continuato a seguirla scrivendo articoli per la testata sulla quale ora voi state leggendo questo articolo. Mai dimenticherò, nell’ultima partita casalinga, mentre io ero seduto sugli spalti intento nello scrivere le distinte, la sua pacca sulla palla e il suo “Sabì” come se avesse voluto salutarmi per l’ultima volta. In quell’occasione, una volta alzatomi e salutato Pietro, ho capito quanta umiltà aveva da vendere.

So bene che quella pacca non sarà più possibile sentirla sulla spalla ma so al contempo quanto questa persona rimarrà sicuramente nei cuori e nei ricordi di tutti i canosini, dai più piccoli ai più grandi. Pietro era solito leggere i miei articoli e vorrei tanto che anche da lassù lo facesse perché in così poco tempo è diventato per me un esempio da seguire e difficilmente sarà dimenticato perché ha fatto del bene a tutti e ha sempre creduto che questa città, un giorno, avrebbe avuto la possibilità di risolvere tutti i problemi che da anni l’affliggono. Si dice che sono sempre i migliori ad andarsene e mi sa che questa cosa è proprio vera perché in fondo Dio nel suo “giardino” raccoglie i fiori più belli ed evidentemente Pietro era uno di questi.

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