Un tema che sta facendo molto discutere

Dehors a Canosa, la risposta è sempre: "Soprintendenza". Qual è la soluzione?

Facciamo il punto della situazione

Attualità
Canosa sabato 13 gennaio 2018
di Dalila Di Gioia
Dehors a Canosa
Dehors a Canosa © n. c.

Si torna a parlare della questione dehors a Canosa, argomento caldo dallo scorso novembre, quando alcune attività sono state costrette a smontare le proprie strutture esterne. Tutto è cominciato il 23 novembre, quando i gestori dei locali pubblici in zona vincolata hanno dichiarato il mancato rinnovo, da parte del SUAP, dell'occupazione del suolo pubblico. Decisione che ha portato allo smantellamento delle strutture nonostante la spesa, a carico dei gestori, per le elaborazioni burocratiche delle richieste di rinnovo.

Il giorno successivo, il 24 novembre, è intervenuto l'ex assessore al Comune di Canosa Elia Marro che ha dichiarato, riprendendo la sentenza della Corte Costituzionale n°140/2015, che proprio la C.C. ha cassato (cancellato) alcune norme varate dal Governo che, inserite nel Codice Urbani (D.Lgs. 42/2004), imponevano che l'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico da parte dei pubblici esercizi fosse accompagnata dall'autorizzazione da parte della Soprintendenza, persino nell'arredo.

A rispondere l'assessore M5S Sabina Lenoci. La stessa ha sottolineato che in un incontro tenutosi il 23 novembre 2017 si è ampiamente discusso del diniego della Soprintendenza alle richieste nell'uso di gazebo non conformi alla natura delle aree tutelate; sottolineava inoltre che i dehors in zona vincolata concepiti come gazebo chiusi non rispettano del tutto le prescrizioni indicate dal regolamento vigente. Annunciava redazione del nuovo regolamento.

In questo limbo di dichiarazioni sono trascorse le festività natalizie e l'assenza di dehors non ha di certo giovato ai gestori dei locali in questione. A riprendere l'argomento è stato il consigliere regionale Francesco Ventola, che l'11 gennaio ha dichiarato in un video: "L'Amministrazione del Movimento 5 Stelle preferisce demolire i dehors e con loro le attività di giovani che hanno investito nella nostra città piuttosto che accelerare i tempi di una concertazione autorizzativa con la Soprintendenza".

Non si è fatta attendere la risposta del vicesindaco Francesco Sanluca, che il 13 gennaio dichiara: "Riguardo alla questione dehors devo sottolineare che la Soprintendenza ai Beni Culturali, Architettonici ed Archeologici non ha acconsentito né ad una proroga per le festività natalizie né ad una occupazione temporanea delle aree (sottoposte a vincolo). È opportuno ricordare che i pareri alla Soprintendenza sono stati richiesti dagli esercenti prima che questa amministrazione si insediasse. La risposta della Soprintendenza è stata che nelle zone vincolate i dehors devono essere realizzati mediante tavolini e ombrelloni. Decisione – conclude il vicesindaco - che evidentemente non è stata condivisa da tutti quelli che hanno già fatto un investimento basandosi su un regolamento non condiviso con la Soprintendenza. Il danno economico giudicate voi chi l'ha procurato.”

Alla luce di tutte le dichiarazioni, ci pare di capire che la parola magica in tema dehors a Canosa sia sempre "Soprintendenza". E non ci resta che rimanere nel mondo delle fiabe e immaginare che tra qualche mese questo grande disguido per attività e cittadini possa essere solo un brutto ricordo.

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