L'intervento di Emmanuele Daluiso

Sud, nuove opportunità per i giovani

Lanciate due nuove misure per l’imprenditorialità e l’occupazione giovanile: “Resto al Sud” e “Banca delle Terre abbandonate”. Stimati circa 100.000 nuovi giovani occupati nei prossimi due anni

Attualità
Canosa sabato 02 dicembre 2017
di La Redazione
Giovani e lavoro
Giovani e lavoro © n.c.

Nuove misure per i giovani del Sud: su questo si concentra l'intervento di Emmanuele Daluiso, Vice Presidente Euro*IDEES-Bruxelles e Membro dell’AISRE-associazione Italiana di Scienze Regionali, che commenta gli interventi a favore dei giovani del Mezzogiorno presentati a Napoli lunedì scorso dal Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti,

«Lunedì scorso ho partecipato all’incontro, organizzato dal Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno a Napoli presso Castel Dell’Ovo, per la presentazione delle due nuove misure a favore dei giovani del Mezzogiorno: “Resto al Sud” e “Banca delle Terre abbandonate”.

Si è trattato di un incontro molto partecipato, alla presenza anche del Ministro dell’Agricoltura, in cui si è discusso in modo critico di queste due misure d’incentivazione per promuovere nuova imprenditorialità e nuova occupazione giovanile nel Mezzogiorno, due misure di contrasto all’elevata disoccupazione giovanile che in questa parte del Paese supera il 40%.

Tali misure d’incentivazione, secondo quanto affermato dal Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, evidenziano l’impegno da parte del Governo per rimettere al centro dell’attenzione del Paese il tema del Mezzogiorno e consolidare i segnali di crescita del 2015-2016.

Il Mezzogiorno che soffre, ma reagisce.

La ripresa economica degli ultimi anni ha visto protagonista anche il Mezzogiorno, che nel biennio 2015-2016 ha registrato una crescita del PIL reale, cioè della ricchezza prodotta, del +2,2%, superiore a quella del Centro-Nord pari al +1,5%. Si tratta di una crescita che fa emergere un Mezzogiorno che sta cercando di reagire alle più recenti e gravi crisi internazionali del 2008-2009 e del 2012-2013.

La performance di crescita dell’ultimo biennio ha sicuramente beneficiato dello sforzo finale profuso da parte del governo e delle regioni nell’utilizzare pienamente i fondi europei della programmazione 2007-2013, la cui spesa si è estesa sino al 2015-2016.

Potremmo dunque trovarci di fronte a una performance legata a fattori congiunturali più che strutturali, come ha pure messo in evidenza la SVIMEZ nel suo recente Rapporto 2017 sul Mezzogiorno.

Restano, in effetti, evidenti i segnali di sofferenza del Mezzogiorno su tanti aspetti, fra cui quelli relativi al alla produttività e al mercato del lavoro.

La produttività del lavoro, un indicatore rilevante per la crescita economia futura, è nel Mezzogiorno relativamente bassa, pari all’81% del valore del Centro-Nord, per altro con un trend negativo negli ultimi sei anni (-2,7%). Tale trend negativo ha interessato tutto il Paese, in misura anche più accentuata il Centro-Nord, ma la produttività del Centro-Nord è comunque ancora sopra la media europea.

A riguardo della produttività del lavoro non possiamo non notare che a livello europeo si è avuto un incremento del +4,1% tra il 2010 e il 2016 e un incremento del +12,2% fra il 2000 e il 2016. Questo importante indicatore per la crescita economica registra dunque a livello europeo un trend positivo di lungo periodo , mentre in Italia un trend negativo (-7% rispetto al 2000), con una maggiore accentuazione nel Mezzogiorno (-9,4%).

Il tasso di occupazione resta nel Mezzogiorno oltre 20 punti percentuali più basso rispetto al Centro-Nord e 30 punti percentuali più basso rispetto alla media europea e spinge tante persone ad emigrare verso il Nord e verso l’estero.

Il tasso di inattività, cioè la percentuale di persone non attive, raggiunge nel Mezzogiorno la quota del 57,8% contro il 46,9% del Centro-Nord.

Particolarmente critica è la situazione dei giovani, il cui tasso di disoccupazione per la classe di età 15-29 anni raggiunge il 42,8% e per la classe di età 15-24 anni sale al 51,7%.

Le misure presentate a Napoli “Resto al Sud” e “Banca delle terre abbandonate” rappresentano un impegno del Governo per affrontare quest’ultimo aspetto, e si affiancano alla misura “Garanzia giovani” messa in atto dalla Commissione europea negli anni scorsi, che si rivolge più specificatamente ai giovani che non sono né occupati né impegnati in un percorso di istruzione/formazione.

La ripresa economica della BAT.

La recente ripresa economica, che ha interessato il Mezzogiorno, ha anche interessato la Puglia e la provincia Barletta-Andria-Trani. Quest’ultima mostra segnali di ripresa partiti ancor prima di quelli del Mezzogiorno. Infatti la ripresa economica della BAT è partita nel 2013, un anno prima di quella del Mezzogiorno e sembra essere più dinamica. Tuttavia il tasso di occupazione nella BAT rimane più basso di quello del Mezzogiorno.

I tassi di disoccupazione, sia totale che giovanile, appaiono nella BAT più bassi di quelli del Mezzogiorno, ma potrebbero scontare il fatto che molti giovani scoraggiati dagli scarsi risultati nella ricerca di un lavoro non lo cerchino più e quindi non si iscrivano alle liste di collocamento.

Il dato negativo più rilevante per la BAT è quello relativo alla popolazione inattiva che presenta due punti in più rispetto alla percentuale relativa al Mezzogiorno e che perciò sfiora oramai il 60%.

Inoltre, la produttività del lavoro nella BAT ha registrato fra il 2010 e il 2016 una perdita pari a -2,5%, in un contesto regionale che invece ha manifestato in questo periodo segnali positivi, un incremento del +0,8%.

Le due misure “Resto al Sud” e “Banca delle terre abbandonate”

Nei due riquadri successivi sono sintetizzate le due nuove misure per il giovani del Sud, che dovrebbero creare nei prossimi due anni circa 100 mila nuovi occupati.

La misura “Resto al Sud” si rivolge ai giovani del Sud con una età compresa tra i 18 e i 35 anni ed è finalizzata a promuovere nuova imprenditorialità giovanile, con un contributo massimo di 50 mila euro per giovane imprenditore.

La misura “Banca delle terre abbandonate” si rivolge a giovani compresi fra 18 e 40 anni e ha l’obiettivo di promuovere la valorizzazione e riqualificazione dei beni non utilizzati nelle regioni del Mezzogiorno, di rafforzare le opportunità occupazionali dei giovani, avvalendosi di iniziative in grado di stimolare la cultura del riuso. La procedura per richiedere l’utilizzo di questi beni prevede una distinzione tra terreni e immobili di titolarità dei comuni e quelli di titolarità dei privati.

Il ruolo di INVITALIA

L’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa-INVITALIA è il soggetto gestore della misura “Resto al Sud” e potrà partecipare anche al finanziamento delle iniziative avviate con la misura “Banca delle terre abbandonate”.

INVITALIA garantirà l’istruttoria e la valutazione tecnico-economica dei progetti d’impresa e favorirà il finanziamento della parte di prestito dei progetti, grazie alla convenzione sottoscritta con l’Associazione Bancaria Italiana e al ruolo della Banca del Mezzogiorno, recentemente acquisita dalla stessa INVITALIA.

Le attività di assistenza tecnica e il ruolo dell’Agenzia per la Coesione Territoriale

Un aspetto importante, soprattutto per la misura Resto al Sud, è costituito dalle attività di orientamento a favore dei giovani, per l’accesso alle nuove opportunità finanziarie.

Questa attività prevedono un impegno delle pubbliche amministrazioni, delle Università, delle associazioni e degli enti del terzo settore, che a titolo gratuito potranno fornire, previa comunicazione a INVITALIA, servizi di consulenza e assistenza tecnica nelle varie fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale.

Le pubbliche amministrazioni che si impegneranno per tali servizi lo dovranno fare senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Un particolare ruolo sarà svolto dall’Agenzia per la Coesione Territoriale, a cui è affidata la responsabilità gestionale delle politiche di sviluppo e coesione, che al proprio interno ha già costituito l’Officina Mezzogiorno, che svolgerà, così come anticipato nell’incontro di Napoli dal Direttore Generale, un’azione proattiva per garantire il successo di queste nuove misure, nonché il monitoraggio e la valutazione dei risultati.

Nel complesso si tratta di una nuova sfida per tutti, per i giovani che vorranno mettersi alla prova, ma anche per le istituzioni locali, le università e le organizzazioni del terzo settore, che sono chiamate a una azione di coinvolgimento dei giovani, soprattutto di quelli appartenenti a ceti più umili, mono avvezzi a queste modalità di partecipazione, ma che potrebbero esprimere capacità creative di rilievo.

É auspicabile che anche le istituzioni e il mondo associativo della BAT si attivi per favorire l’accesso alle nuove misure di giovani del territorio».

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